Decreto Fiscale: cos’è il c.d. bonus genitori separati?

Pubblicato il: 19/12/2021

Il D. L. 21 ottobre 2021, n. 146 ha disposto Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili. Tra le tante novità previste dal Governo per il 2022, di particolare interesse pare la previsione del c.d. bonus per genitori separati e divorziati di cui all’art. 9 bis. Questo contributo, in realtà, era già stato previsto dal c.d. Decreto Sostegni, ma, mancando disposizioni di dettaglio, la disposizione non aveva trovato attuazione.
Oggi, il finanziamento previsto dal Governo per l’attuazione di tale misura è di 10 milioni di euro.

Il bonus così istituito, in particolare, consiste in un beneficio economico che potrà essere richiesto da tutti i genitori, separati o divorziati, i quali, vivendo da soli, riscontrino serie difficoltà economiche nel versare l’assegno per il mantenimento della prole.
Tale difficoltà, in particolare, deve esser stata determinata da motivi connessi all’attuale emergenza epidemiologica da Covid-19: il richiedente, infatti, dovrà comprovare di aver cessato, ridotto oppure sospeso l’attività lavorativa per via della pandemia.
La ratio sottesa all’introduzione di questo beneficio, invero, è proprio quella di garantire la continuità nel versamento del mantenimento, per la tutela degli interessi dei figli.

Tanto introduttivamente chiarito, è possibile chiarire nello specifico chi sono gli aventi diritto e quanto spetta.
Sul primo punto, il Decreto precisa che l’assegno è riconosciuto a tutti i genitori separati o divorziati con figli a carico, siano essi

  • minorenni;
  • maggiorenni portatori di gravi handicap.

Quanto alle somme spettanti, poi, il Decreto Fiscale prevede che l’emolumento ottenibile sia variabile e che il quantumin concreto spettante a ciascun avente diritto troverà la soglia massima di 800 euro al mese.

Per maggiori dettagli, anche relativi al numero di mensilità che ciascun genitore potrà incassare, occorre tuttavia attendere un Decreto del Presidente del Consiglio, che deve essere adottato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Conversione su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, del Ministro della Giustizia e del Ministro per le pari opportunità e la famiglia. Anche quanto alle modalità operative per ottenere il contributo, infine, occorre attendere le norme di attuazione.


Vai alla Fonte